Lombardia, settimana cruciale. Possibile nuova chiusura dei parchi

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Non si escludono ulteriori chiusure se i contagi e i ricoveri aumentassero ancora. Nel weekend i Comuni dell’hinterland milanese pensano all’ipotesi di chiudere ancora i parchi.

La settimana che sta per arrivare sarà quella decisiva per la vita dei cittadini lombardi. Tra l’11 e il 15 maggio si tireranno le somme del contagio da coronavirus, ancora oggi circa 5-600 al giorno, e su quei numeri la politica farà una scelta su come procedere con le riaperture (o con nuove chiusure).
A rischio, già per questo weekend, ci sono i parchi. Aperti da pochi giorni, potrebbero subito essere richiusi. Questa è una riflessione che stanno facendo i sindaci dell’hinterland milanese, dopo aver visto il gran numero di persone di questi giorni.
L’idea, al momento, è di spingere le persone a “distribuirsi” in modo omogeneo, anche nei parchi delle periferie. Le decisioni devono essere prese nelle prossime ore. In prefettura sarebbero arrivate intanto diverse segnalazioni su comportamenti ritenuti a rischio: assembramenti nelle zone tipiche dello “struscio” milanese, come i Navigli. Le forze dell’ordine sono intervenute per evitare che le persone si accalcassero soprattutto davanti ai bar, aperti per il servizio di asporto.

I numeri da osservare
Più che di numeri veri e propri, si parla di una sorta di algoritmo, che tiene conto dell’aumento dei positivi, e quindi della contagiosità, dei ricoverati e soprattutto dell’occupazione delle terapie intensive.

Più precisamente, in Lombardia ci sono mediamente tra i 500 e i 600 positivi in più ogni giorno, dato da tenere sotto massimo controllo perché rappresentano quasi la metà dei nuovi casi in Italia. I decessi giornalieri, benché in diminuzione, sono sempre piuttosto alti: negli ultimi giorni sono oscillati mediamente tra i 100 e 200 al giorno. D’altra parte però stanno significativamente calando le terapie intensive, sotto le 500 già da un paio di giorni (contro i 1.600 posti ricavati ovunque nei giorni di picco), e i ricoveri, sotto i 6mila. Questi due dati fanno tirare un leggero sospiro di sollievo, perché se è vero che il lockdown è stato fatto per tutelare la salute dei cittadini , è stata una misura volta soprattutto a proteggere il sistema sanitario, completamente assorbito per due mesi dal coronavirus, e quindi senza possibilità di rispondere ad altri problemi, sia per i pazienti acuti che per i pazienti cronici. Sostanzialmente il Covid ha tolto il Welfare ai cittadini. L’ultima delibera della Regione Lombardia del 7 maggio ha riaperto i reparti, ripristinando la normalità, e mantenendo confinate le aree Covid.

Se la situazione dovesse di nuovo degenerare in questa settimana, con aumenti ritenuti critici, la Regione Lombardia sarebbe pronta a stringere di nuovo con un lockdown o ulteriori restrizioni tra 7 giorni, per evitare che la situazione negli ospedali possa ancora esplodere.

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